Dopo ieri, giorno di silenzio scelto dai blog per protestare contro il DDl ammazza blog (di cui abbiamo già parlato), Tooquoque blog torna con il suo consueto aggiornamento…buona lettura.
Wikileaks ci dice che in Italia sono 300 i siti stranieri interdetti dal governo. La “Fuga di Notizie” (traduzione della parola Leaks) è arrivata sfogliando la lista dei siti proibiti pubblicata da Wikileaks.
La normativa che permette questa sorta di censura, deriva dal decreto Gentiloni volto ad arginare i fenomeni di pedopornografia sulla rete. Wikileaks, che ha come sua mission la trasparenza da parte dei governi quale garanzia di giustizia, di etica, di una più forte democrazia, si è scagliata contro la blacklist. Nelle liste italiane dei siti proibiti infatti sembrerebbero rientrare non solo siti illegali che contengano immagini pedopornografiche localizzati su server esteri, ma anche quelli dedicati alla vendita di sigarette di contrabbando, a quelli che spacciano merce contraffatta o che forniscono ai cittadini della rete degli strumenti per attingere a contenuti condivisi.
La legge impone infatti ai provider di rendere inaccessibili i siti pedopornografici e anche quelli dedicati al gambling che sfuggono alle autorizzazione di AAMS, mentre ordini emessi dalla magistratura hanno costretto i fornitori di connettività ad agire sulla connessione dell’utente per complicare l’accesso a questi siti. Qui potete leggere la lista e notare come la lista sia molto più eterogenea di quanto la stessa legge predisponga. Una, per così dire, interpretazione estensiva della norma che ha suscitato non poche polemiche.
CENSURA.
Da anni si sa che l’itaglia è un paese al 72° posto per la libertà di informazione.
Gli itagliani se ne fregano, evidentemente xfactor e il grande fratello sono più veri del vero.
Un altro 11 settembre silenzioso.
Mario…..Censura, penso che tu, prima di fare commenti sugli Italiani debba imparare a scrivere come si chiamano correttamente.
Ciao